La Coscienza Pulita
LA COSCIENZA PULITA
Cambiare punto di vista: non fidarci di quei momenti nei quali tutto ci parla di sconfitta e delusione, quando le nostre percezioni ci dicono picche, razionalmente ne siamo convinti e ci lasciamo andare con trasporto alla nostra tendenza karmika di sfiducia nelle nostre capacità.
Per fortuna non finisce tutto lì; un po' più in profondità la nona coscienza è come una macchina posteggiata dietro l'angolo col motore acceso, basta salire e ingranare la marcia.
Recitare Nam myoho renge kyo equivale a liberare una creatività che non si credeva di possedere, capace di fare intravedere soluzioni insospettate.
Un esperimento scientifico prevede che un topo venga fatto entrare in un labirinto da cui non è possibile uscire, ma privo di soffitto. Fino a quando il topo non riesce a guardare in alto, continuerà a girare inutilmente ogni angolo, alla disperata ricerca di una via di fuga.
Ma è sufficiente che provi a rivolgere gli occhi dove non avrebbe mai pensato e scopre che basta un salto per dimenticare la prigione.
A volte ci si sente un animale in gabbia, ma è proprio in quei momenti che vale la pena di non arrendersi e recitare Daimoku per buttare giù le sbarre.
Liberi di sentire dentro di noi che la felicità non è in altro posto, ma qui e ora, e avere la certezza che in ogni momento siamo in grado di trasformare le circostanze in cui viviamo per migliorare la nostra vita e aiutare gli altri a fare lo stesso.
Sicuri che in ogni momento un'azione, anche la più insignificante, può permetterci di manifestare la buddità.
Finisco di pregare e chiudo il Gohonzon: non faccio quella telefonata, non voglio più scappare da persone , da situazioni difficili, tante volte anche dal rischio di diventare felice.
Esco di casa con un sorriso assieme a tutte e nove le mie coscienze.
Micaela Barilari
NR n 276
pagg 22/23
Questa mattina un'amica ha condiviso su un gruppo whatsapp questo brano tratto da una rivista buddista. Credo di aver sentito dopo già le prime battute lette, un brivido, un solletico tra pancia e cuore. Mi hanno catturato quelle parole. Stavano raccontando di come volevo essere incoraggiata, di come a volte ci obblighiamo inconsciamente a non guardare davvero tutte le porte aperte vicine a noi.
Che potenza in quelle parole, ci sono dei riferimenti che andrebbero spiegati, ad esempio quando si parla di "nona coscienza".
La Nona Coscienza
La nona coscienza, nel buddismo Soka Gakkai, rappresenta il livello più profondo, puro e indistruttibile della vita. È la nostra natura illuminata, non condizionata dal karma né dalle illusioni, e corrisponde al vero sé, eterno e universale.
Diversamente dagli altri livelli di coscienza, soggetti al cambiamento e all’influenza delle azioni, la nona coscienza è stabile e immutabile.
Attraverso la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo, è possibile accedere a questa dimensione profonda, trasformare il karma negativo e far emergere saggezza, coraggio e compassione.
Attivare la nona coscienza significa risvegliare la propria buddità e vivere una vita basata sull'interconnessione e sul rispetto per ogni forma di esistenza.
E io voglio vivere respirando ogni libero momento di gioia e sentirlo senza paura...


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